Milano

La Val Susa paura non ne ha!

Ieri mattina alle prime luci dell’alba sono avvenute numerose perquisizioni e arresti in varie città a seguito della giornata di lotta del 3 Luglio in Val Susa.

Anche Padova e Milano si mobilitano con gli "indignados"

Dopo le mobilitazioni nel Maghreb, anche la Spagna insorge.Gli
“indignados” prendono parola e con l ‘appello “TOMA LA CALLE”
occupano le piazze del paese, facendo assemblee, autorganizzandosi.
Anche a Padova in Prato della Valle, nella piazza dove si fa il mercato
di giorno e banchetti la sera, diventa luogo per incontrarsi e
parlare, non solo manifestare. Italiani e spagnoli, per lo più

1 maggio MayDay @ Milano. Rivoltiamo la Precarietà. Segui la diretta!

Attacchi ai diritti di chi lavora, distruzione del welfare, accordi e concertazioni, devastazioni ambientali, tagli e controriforme...STOP PRECARIETA'!

la diretta

ore 15.15
Un grande concentramento riempie Piazza 24 Maggio a Milano e il corteo muove i primi passi!

ore 16.15

9 Aprile e dintorni, verso il 1 Maggio a Milano: Rivoltiamo la Precarietà!

La maratona delle date ci porterà a una vittoria?
Memorandum e obiettivi intorno alle prossime scadenze di mobilitazione.

In questo autunno abbiamo riempito per settimane le piazze e le strade del paese, abbiamo bloccato stazioni, facoltà, scuole...

Milano: La rabbia non si spegne, riprendiamoci i fondi!

Oggi è chiaro a tutti che l’istruzione pubblica e il diritto allo studio sono sotto attacco. Oltre tre anni di tagli hanno messo in ginocchio il sistema scolastico e l’ultima riforma ha completamente privatizzato l’università pubblica.

Assemblea e corteo a Milano. La rabbia non si spegne, riprendiamoci i fondi!

Oggi è chiaro a tutti che l’istruzione pubblica e il diritto allo studio sono sotto attacco. Oltre tre anni di tagli hanno messo in ginocchio il sistema scolastico e l’ultima riforma ha completamente privatizzato l’università pubblica.

Assemblea pubblica alla Statale di Milano: Anche in Italia c'è bisogno di rivolta?

Dall'inizio della crisi nel 2007 e dalle prime misure adottate dalle classi dirigenti di tutta Europa è sempre stato evidente come nelle loro intenzioni chi dovesse pagare questa situazione di depressione economica fossero i soliti noti: i giovani, i migranti, i lavoratori precari e le donne.

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