Siamo una generazione in rivolta contro l'esistente. Una generazione che si ribella al presente di precarietà e incertezza che hanno progettato per noi, all' università usa e getta, dispensatrice di saperi nozionistici, frammentati. Una generazione che tenta di sabotare la "grande fabbrica" produttrice di forza lavoro precaria, dequalificata e altamente ricattabile nella quale è stata formata ed atomizzata.
Contrattacchiamo le riforme ed i tagli che in questi anni si sono succeduti a ritmi incalzanti, e che oggi mettono a dura prova l'esistenza/resistenza dell'università pubblica. Politiche che si inseriscono nello smantellamento complessivo del settore pubblico, facendo leva sul mito dell'efficienza e dell'uso ottimale delle "risorse scarse". Politiche che negano e cancellano diritti, rispondendo ad un unica logica, quella dell' accumulazione e del profitto.
Spese di guerra che seminano miseria e devastazioni. Licenziamenti barattabili solo con la "volontaria" riduzione a schiavitù. Negazione del diritto alla salute e contemporanea legittimazione dei sedicenti "movimenti per la vita", come se la vita si garantisse in grembo!
E' arrivato il momento di invertite questa tendenza, di contrattaccare un sistema che, incapace di rispondere ai bisogni sociali più elementari, si presenta sempre più come forza che sottrae, sperpera, distrugge.
Come? non certo da soli!
E' necessario costruire alleanze sociali con tutti quei settori della società posti continuamente sotto attacco. E' necessario bloccare il paese perchè l'attacco ai profitti dei "soliti noti" è oggi l'unica via per conquistare nuovi diritti.
Non ci limitiamo quindi alla difesa dell'esistente, vogliamo rivoltarlo. A partire dall'università. Vogliamo un'università che sia luogo di formazione, elaborazione, partecipazione. Vogliamo un'università laica, gratuita, di massa.
Vogliamo l'università sociale!
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