APPELLO AI RICERCATORI ITALIANI PER L’INTERRUZIONE DELLE COLLABORAZIONI CON LE ISTITUZIONI DI RICERCA ISRAELIANE E IN GENERALE CON QUELLE LEGATE ALL’INDUSTRIA BELLICA.
L'Assemblea degli studenti e delle studentesse di Fisica in mobilitazione
chiede
al Direttore del Dipartimento di Fisica della “Sapienza”,
a tutti i ricercatori del dipartimento
e a tutti i ricercatori italiani
di interrompere ogni collaborazione con tutte le istituzioni di ricerca israeliane, pubbliche o private, e in generale con tutte le istituzioni di ricerca legate economicamente o politicamente all’industria bellica, per sostenere la pressione sociale internazionale che richiede la fine degli attacchi dello stato di Israele ai territori palestinesi.
Chiede, inoltre, alla comunità scientifica e alle istituzioni di ricerca israeliane di pronunciarsi contro le operazioni belliche in corso e le politiche di guerra del Governo israeliano.
L’attuale situazione del conflitto è solo il tragico compimento di anni di politiche di isolamento della società palestinese. L’attacco totale alla vita del popolo palestinese passa anche dalla chiusura di diverse università palestinesi e dall’impedimento pratico allo svolgersi di una normale vita accademica ottenuto tramite le politiche del controllo. Tutto questo è accaduto senza che nessuna istituzione accademica israeliana si sia mai pronunciata a riguardo. Per questo chiediamo ai ricercatori israeliani non solo di prendere parola, ma di mettere in pratica azioni dirette che inceppino il meccanismo bellico.
La totale integrazione della ricerca scientifica con il mercato tecnologico ed in particolare con l’industria bellica e del controllo è tale che nessuna pretesa neutralità della scienza può ormai essere credibilmente sostenuta da nessun ente o istituzione di ricerca, né da nessun singolo ricercatore, allo scopo di scaricare le proprie responsabilità.
Sappiamo bene che l’attuale organizzazione del lavoro di ricerca e del mercato globale dei saperi toglie ogni potere ai singoli ricercatori e ai singoli gruppi di ricerca sui propri risultati, rendendo occulti e a volte del tutto inesistenti i reali centri di gestione, ma questa situazione anziché essere una scusante, non fa che generalizzare le responsabilità. Pensiamo infatti che ad oggi nessun ricercatore possa affermare con certezza che il proprio lavoro di ricerca non abbia implicazioni belliche e con l’industria e le politiche del controllo.
Più di due mesi di mobilitazione vissuti da protagonisti ci hanno però insegnato che la presa di parola diretta è il primo passo verso la riappropriazione di quanto ci è stato sottratto.
Per questo riteniamo che le istituzioni di ricerca israeliane possono e devono agire per la sospensione del conflitto e delle politiche di guerra.
Per questo riteniamo che sospendere ogni collaborazione con le istituzioni di ricerca israeliane rappresenti un importante strumento di pressione nei confronti del Governo Israeliano affinché fermi l’assassinio di centinaia di civili palestinesi, non la soluzione alle contraddizioni interne alla produzione scientifica. E che sia inoltre una necessaria assunzione di responsabilità. Il primo passo verso l’apertura di un ampio dibattito pubblico sulla funzione sociale della scienza ormai irrinunciabile e decisamente urgente, che metta a critica l’attuale organizzazione del lavoro di ricerca e in generale le sue relazioni con il sistema produttivo ed il mercato.
Assemblea degli studenti e delle studentesse di Fisica in mobilitazione.
Presidio/conferenza stampa venerdì 16 gennaio ore 9:30 davanti al dipartimento di Fisica
di Roma “La Sapienza” (V.E.F.)
per adesioni: smilitarizziamolaricerca@gmail.com
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