Considerazioni sul voto alla Sapienza

Ora che siamo a conoscenza dei dati elettorali definitivi e che il clamore mediatico attorno alla vicenda è scemato, è possibile fare un’analisi dei dati elettorali delle elezioni della Sapienza più preciso e “politicamente utile”.

Innanzitutto una considerazione politica: come era ampiamente prevedibile, le liste “pro Gelmini” hanno investito tantissimo in questa tornata elettorale, mobilitando tutte le proprie forze militanti (poche) e finanziarie (molte) per ottenere un risultato positivo. L’obiettivo era chiaro: screditare l’Onda e iniziare la normalizzazione dell’Università. La menata utilizzata è la stessa che viene ripetuta da ormai due mesi: gli studenti dell’Onda sono minoritari, la “maggioranza silenziosa” è favorevole alla riforma Gelmini, le elezioni erano un buon strumento per dare prova concreta di questa affermazione.
Fra le liste maggiormente attive su questo fronte si è distinta Azione Universitaria. La lista legata ad Alleanza Nazionale, esclusa dagli organi centrali alla scorsa tornata elettorale, ha utilizzato tutto il proprio apparato sia prima che dopo le elezioni per ottenere un risultato soddisfacente. E’ addirittura sceso in campo il sindaco Alemanno per sostenere direttamente gli universitari di AN, premendo anche sul quotidiano più letto della capitale, il Messaggero, che ha dedicato quotidianamente, per più di due settimane, un articolo alla vicenda. E la propaganda ha funzionato, Azione Universitaria ottiene circa 500 voti in più rispetto alle scorse elezioni, conquistando un seggio presso gli organi centrali.

Ma analizziamo con più attenzione i dati elettorali. Un numero più di tutti salta agli occhi: ha votato il 10,6% degli aventi diritto pari a circa 13.000 studenti. Una affluenza scarsissima, in calo anche rispetto alle elezioni del 2005 (12,7%). Un dato ridicolo se confrontato alle decine di migliaia di studenti che hanno invaso le strade di Roma e non solo.
La prime tre liste sono Vento di Cambiamento (3.081 voti), Mondo Sapienza – Lista Aperta (2.019), Sapienza in Movimento (1.629). Come è facile notare le le prime tre liste non sono direttamente riconducibili a formazioni politiche, non è chiara la loro posizione rispetto alla legge 133, chiaro è invece il loro appoggio al rettore Frati. In particolare Vento di Cambiamento e Mondo Sapienza sono direttamente collegate al rettore de La Sapienza, che le ha finanziate e pubblicizzate direttamente, basti notare che Vento di Cambiamento prende circa la metà dei suoi voti (1.500) nella sola facoltà di Medicina, della quale l’attuale rettore è stato preside per 16 lunghi anni.
Quarta classificata Azione Universitaria che, come detto in precedenza, guadagna in termini assoluti rispetto alle elezioni precedenti.
Quinta classificata la lista Collettivi in Movimento – Anomalia Sapienza, unica lista di sinistra ad eleggere un candidato agli organi centrali. È necessario sottolineare che la lista dei collettivi non si è mai presentata come diretta rappresentante dell’Onda, ma più semplicemente come parte di essa.

Se analizziamo i dati rispetto ai seggi la situazione cambia drasticamente. I dati della città universitaria parlano chiaro: la lista più vicina all’Onda, la lista dei collettivi, è prima con più di 300 voti di distacco rispetto alla seconda. È inoltre prima nelle facoltà di Scienze, Lettere, Filosofia e Psicologia, ottiene ottimi risultati a Scienze Politiche e Giurisprudenza. Se si considerano i voti della città di Roma, aggiungendo cioè ai voti della città universitaria i voti delle sedi esterne come Economia e Medicina, la lista dei collettivi è terza mantenendo un distacco contenuto rispetto alle prime liste.
Sono i risultati delle sedi distaccate di Pomezia e Latina a cambiare notevolmente il quadro.

Da questi dati si possono ottenere alcune brevi considerazioni politiche:
1.il vero vincitore di queste elezioni è il voto clientelare-baronale. Il voto delle liste direttamente legate a Frati dimostra come il clientelismo e il voto di scambio siano pratiche diffuse anche nelle elezioni universitarie. Seppure la posizione di queste liste è sostanzialmente di appoggio alla riforma Gelmini, l’unica lista direttamente collegata al governo è la lista di Allenza Nazionale. Come già detto, AN ottiene un buon risultato spiegabile in larga parte con una grossa mobilitazione elettorale successiva alla marginalizzazione subita durante questi mesi.
Non poca importanza hanno avuto brogli ed irregolarità di varia specie. Nella sede distaccata di Pomezia si è tenuta una festa nella quale si distribuiva materiale elettorale delle liste “pro Gelmini” ad urne ancora aperte, inoltre ad oggi, dopo lo spoglio, il numero delle schede risulta essere di circa 200 voti superiore al numero dei votanti.
Infine, se si sommano i voti delle liste dichiaratamente contro la Gelmini si ottiene il triplo dei voti dell’unica lista esplicitamente a favore, ovvero AN. Insomma, in queste elezioni non c’è nessuna vittoria della destra, come su molti giornali si è scritto, non esiste nessuna legittimazione per la riforma Gelmini. Piuttosto a vincere sono i poteri baronali, indirettamente aiutati dalla scarsa partecipazione.
2.La scarsa affluenza alle urne, appena superiore al quorum, una delle più basse di sempre, dimostra la totale delegittimazione delle istituzioni accademiche.
Basterebbe questo per ribaltare la campagna mediatica scoppiata dopo le elezioni. Si è utilizzato il voto di un ateneo, per aprire una campagna politica contro l’Onda a livello nazionale.
L’Onda sarebbe minoritaria ma viene utilizzato il voto di 13.000 studenti, pari al 10,6% degli iscritti alla Sapienza, cioè meno dell’1% degli iscritti all’università a livello nazionale, per scatenare una campagna politica contro il più grande movimento studentesco degli ultimi 20 anni. Ridicoli!
3.L’Onda non è mai stata candidata alle elezioni. Questo movimento ha scelto sin dall’inizio di autorappresentarsi, decidendo di non delegare a nessuna lista preesistente la sua rappresentanza ma piuttosto parlando attraverso la voce delle assemblee e delle manifestazioni.
Collettivi in Movimento – Anomalia Sapienza, lista che rappresenta parte del movimento ma non il suo insieme, è la prima lista della sinistra nelle consultazioni e vince largamente nelle facoltà cuore della mobilitazione.

Insomma, l’Onda non ha perso le elezioni. Piuttosto è stata costretta a perdere del tempo, quello speso a rispondere agli attacchi scomposti di chi ha tentato di utilizzare queste elezioni per marginalizzare il movimento e riportare le università alla normalità. Non ci sono riusciti!
Senza alcun dubbio, la migliore risposta che si può dare è continuare con le mobilitazioni. L’unica risposta possibile è il movimento.
A cominciare dallo sciopero generale e generalizzato del 12 dicembre nel quale migliaia di studenti e lavoratori inonderanno nuovamente le strade di questo paese.
TUTTO IL POTERE AL MOVIMENTO!

STOP AI TAGLI, BASTA PRECARIETA’!
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO