Cosenza: L'Università della Calabria è Occupata

ORE 9:00 L’UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA è OCCUPATA…
da un ingente spiegamento di forze dell’ordine: Carabinieri,
Polizia di Stato, Finanza, Polizia Provinciale, Corpo Forestale, Vigili
del fuoco, vigilantes del posto, cacciatori e cecchini sui tetti.
L’università è circondata, gli accessi sono presidiati, ogni varco è
chiuso.

L’ONDA è fuori!

La militarizzazione impedisce ogni
espressione di dissenso di studenti
e precari, la comunità che popola
le aule, gli uffici, il ponte e le
piazze è escluso. Lo spazio è
occupato da uno stuolo di presidenti,
generali, amministratori,
gerarchie ecclesiastiche, presidi e baronie
varie.
La democrazia è
ancora una volta da conquistare metro per metro.
La tensione subito
sale. L’università è nostra e dobbiamo liberarla.
Dobbiamo riprenderci
il ponte ma partono minacce e blocchi per gli
studenti. Quella che ieri
era casa nostra oggi è una gigantesca zona
rossa da cui siamo esclusi,
ma non solo, veniamo addirittura
criminalizzati per i nostri tentativi
di riappropriazione. Il colmo è
il divieto di esporre degli striscioni.
Ma questo non interessa le
alte cariche dello stato che occupano l’aula
magna, fra questi il
magnifico La Torre, in fondo, questo è il suo
giorno, il suo disegno
si è realizzato, la riforma che distrugge l’
istruzione è passata e le
università virtuose incassano i soldi dovuti
alla loro fedeltà alla
Gelmini.
Questo è il suo giorno, questa è la sua
passerella, questa è la sua
festa, un balletto in maschera dove le
divise la fanno da padrone. Noi
naturalmente non siamo invitati, e
nemmeno vogliamo esserlo perché non
c’è niente da festeggiare e non
abbiamo maschere da indossare.

ORE 13:00 L’UNIVERSITA’ è RICONQUISTATA
Il presidente è in fuga, la festa è rovinata e il rettore è avvilito.
Il movimento è sempre vivo e ha rimesso al centro del dibattito le
questioni riguardanti il libero accesso al sapere. Le riforme di
distruzione continuano, l’ex decreto legge 180 è stato appena
convertito in legge e non abbiamo alcuna intenzione di stare a
guardare indifferenti a ciò che si decide sulle nostre teste nelle
stanze del potere. L’università è nostra e la difenderemo fin alla
fine.
In solidarietà al popolo Palestinese, che vive sulla propria pelle la
vigliacca aggressione dell’esercito israeliano che occupa
ingiustamente il suo territorio, una gigantesca bandiera della
Palestina sventola sul ponte dell’Università, simbolo della lotta per
la liberazione.

Arcavacata di Rende - Cosenza, 15/01/2009