::Mappe di resistenza::
Molte cose sono cambiate in un anno.
Ciò che al 25 aprile dell’anno scorso immaginavamo come laico libero resistente è sotto assedio. Il processo di aggressione alle libertà individuali e sociali è giunto a compimento.
Un linguaggio volgare si è imposto. Che uccide parole come partecipazione, prospettiva, diversità, ricchezza comune, solidarietà. Che riduce la dialettica sociale ad una guerra selvaggia per la “sopravvivenza”, che produce uno o più nemici, simbolici o drammaticamente fisici e etnici.
La crisi si sovrappone a questo scenario,ed è evidente causa ed effetto al contempo. Qualcuno deve pagare i costi di questo lungo processo di ristabilizzazione del neo liberismo globale, e le spese, per contratto, dovrebbero pagarle gli stessi, dal basso, dove servono non moltitudini solidali ma individui divisi, impauriti
ossessionati nella lotta del povero contro il povero.
Nel frattempo la bella verona,medaglia d’oro della resistenza presidiata dall’esercito e da ronde di beoti non ha impedito che l’ottuso odio di alcuni suoi figli strappassero la vita , con leggerezza, ad un coetaneo. Questione di percentuale per alcuni, questione di cultura della convivenza per altri.
::Mappe di libertà::
Ma come tutte tutti i meccanismi che sono vuoti qualcosa comincia a scricchiolare. Dagli studenti ai lavoratori, dai migranti agli abitanti che difendono i propri territori dalle devastazioni ambientali c’è ancora chi resiste lotta crea condivide.
Noi siamo in queste giornate nella mappa storica di verona, attraversando anche il ricordo “rituale” , ufficiale, in quella storia che va pure difesa dalla retorica dal revisionismo dalla rimozione dall’indifferenza, nel tempo in cui è normale che le celebrazioni istituzionali siano presiedute dagli eredi "democratici" di quel fascismo, e che sia escluso con la forza chi l'antifascismo e l'antirazzismo lo pratica ogni giorno.
Percorreremo la mappa storica delle nuove forme di esclusione di umiliazione di soprafazione, di cui la nostra città è costellata…
Ma soprattutto saremo nelle mappe geografiche delle pratiche e dei vissuti del nostro quotidiano, nelle forme di vita critica e nei luoghi in cui noi le esprimiamo, che tessono una rete di resistenza alla deriva tuttaltro che rituale o virtuale e liberano, creativi e pazienti, nuove rotte, quindi nuovi approdi. Anche a Verona
La Libertà è Tutto!
::assemblea 25 aprile::