Tutti fuggiti i 1.300 migranti ospiti del Centro di prima accoglienza di
Lampedusa. Hanno forzato i cancelli e aggirato i controlli delle forze
dell'ordine. E si sono diretti in massa verso la piazza del Municipio di Lampedusa gridando "libertà, aiutateci."
Il corteo è scortato dalla
polizia che però non è intenzionata ad intervenire. Insieme a loro si sono
uniti in solidarietà gli abitanti dell'isola che ieri avevano protestato
contro la costruzione del Cie "Centro identificazione ed espulsione"
nell'ex base navale Loran della guardia costiera.
I migranti stanno chiedendo di non rientrare all'inerno del Cpa e di avere
la possibilità di lasciare l'isola per riunirsi alle loro famiglie che
vivono per la maggior parte in Francia, Germania e nord Italia.
Attualmente è sceso in piazza l' ex sindaco dell'isola Martello a fare da
mediatore "Siamo insieme a voi - dice - vogliamo che vi trasferiscano
negli altri centri italiani, ci batteremo perchè possiate lasciare
Lampedusa, ma ora dovete rientrare nel centro". I migranti, però,
continuano a ribadire che non lasceranno la piazza e che la loro protesta sarà pacifica. Dentro il centro le condizioni di vita sono indignitose come denunciato varie volte in questi anni, sovraffollamento e condizioni sanitarie molto precarie hanno portato allo stremo i migranti detenuti all'interno, alcuni di loro che stanno attndendo la possibilità di
lasciare l'isola da ormai più di un mese.
Scontri con i manifestanti davanti il CPA di Lampedusa
Ancora tensione davanti al Centro di prima accoglienza di Lampedusa, dove
stanno rientrando i migranti che questa mattina si erano allontanati in
massa dal Centro. Un gruppo di manifestanti ha fracassato i vetri di
un'ambulanza che non si era fermata di fronte al blocco organizzato
davanti ai cancelli. Le forze dell'ordine, in assetto anti sommossa, hanno
caricato i manifestanti . "Stavamo accompagnando gli immigrati all'interno del Centro - dice Vito Aloisio, uno dei manifestanti - ad un certo punto l'ambulanza che doveva entrare all'interno del Centro non si è fermata, travolgendo uno di noi. Abbiamo reagito e ci hanno caricato".
Uno dei dati importanti di queste giornate di Lampedusa e' la saldatura fra la lotta dei migranti per la liberta' ed una vita dignitosa , con la lotta della popolazione locale per la chiusura dei centri di dentenzione per migranti chiamati CPA a Lampedusa. La popolazione locale da giorni ormai protesta contro il ministero dell'interno per il raddoppio dei centri di detenzione. Una protesta determinata e radicale che coincide con una forte perdita di consenso della Lega Nord ,fino a pochi giorni fa forte di un grosso consenso nell'isola , costruito tutto sull'odio verso i clandestini e su una esplicita xenofobia. In questi giorni la Lega paga il conto , con l'allontanamento dalla giunta comunale della vice sindaco ed esponente di punta della Lega nell'isola. Da sottolineare inoltre la decisione da parte di una grossa parte della popolazione locale di riconsegnare le schede elettorali in massa per lanciare un chiaro messaggio di disaffezione verso la politica che non ha mai dato risposte concrete alle richieste della popolazione locale.
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