Il Cavaliere, il Colonnello e il Barone.
Basta lager e torture. Gheddafi ospite indesiderato a "La Sapienza".
Giovedì 11 giugno il Colonnello Gheddafi verrà in visita a La Sapienza invitato dal Rettore
Frati.
Il Colonnello è il più grande alleato del Governo italiano nelle politiche di controllo e contrasto
dei flussi migratori. Lo storico accordo del 30 agosto 2008, infatti, ha sbloccato i
pattugliamenti congiunti anti immigrazione, che si concludono con la deportazione dei migranti
nei lager libici. Le testimonianze di torture prolungate e rilasci dietro pagamento
ormai abbondano, raccolte da diverse associazioni ed organizzazioni. Torture all'ordine del
giorno contemplate dalle leggi libiche e finanziate con fondi italiani, come previsto dall'accordo.
La tremenda coppia Colonnello-Cavaliere è la principale responsabile inoltre delle
migliaia di morti nel tentativo di attraversare il mare che separa le coste dei due stati.
La contropartita italiana al finanziamento di questo massacro è la possibilità di investire in
Libia. Tale possibilità era prima impedita per la mal disposizione dei libici nei confronti dei
loro passati colonizzatori, ma sull'orgoglio della Libia ha vinto "l'amicizia" tra il Cavaliere e
il Colonnello favorita dal versamento di cinque miliardi di dollari in venti anni. Il riscatto per
il passato coloniale, inoltre, prevede il finanziamento di una grande dorsale autostradale
che colleghi l'Egitto alla Tunisia passando per la Libia che l'Italia realizzerà. Un modo per
adeguarsi alle moderne politiche neo-coloniali, favorendo un certo "sviluppo" del vecchio
paese colonizzato sancendo l'alleanza economica e quindi ancora una volta la sua dipendenza
dall' "amico occidentale".
In questa coppia ora vuole inserirsi un'altra mitica figura: il Barone.
Frati, nel tentativo di ridisegnare il ruolo di un'università in crisi, continua con la sua personalissima
gestione della "politica estera" di quello che considera il suo feudo.
Disinteressandosi completamente delle qualità etiche dei suoi interlocutori, tanto quanto
del gradimento di questi da parte di studenti, ricercatori e docenti organizza adunate pubbliche
e lectio magistralis nascondendosi dietro il preteso carattere democratico degli
eventi. Non crediamo, infatti, che basti assicurare la partecipazione di qualche rappresentanza,
previa prenotazione, per garantire il carattere pubblico di un incontro.
Intendiamo l'università come un luogo di produzione e condivisione libera di saperi, ma
sappiamo bene che non esistono saperi neutri, proprio per questo ci riteniamo incompatibili
con personaggi come il Colonnello.
Non vediamo l'utilità di discutere con un torturatore di giurisprudenza, questo pare infatti
essere il tema scelto per la Lectio Magistralis che terrà.
Per questo possiamo dire che noi, l'altra università, quella che vive e fa vivere La Sapienza,
continua a dire basta a lager e torture e ritiene il Colonnello un ospite indesiderato.
Se il Barone voleva incontrarlo, e magari farsi dare qualche dritta sulle politiche di repressione
e controllo, poteva farlo a casa sua. L'università non è del Barone.
Primo firmatario: Giancarlo Ruocco - Direttore del dipartimento di Fisica "Sapienza"
Per adesioni: sapienzavsgheddafi@gmail.com