TUTTO CIO' CHE NON SI VEDE...
Ieri 28 Gennaio 2010 la Reggio Calabria oramai sempre più militarizzata ha accolto l’ennesima passerella mediatico-politica di lotta alla mafia: il Consiglio dei Ministri ha scelto di riunirsi per discutere (in maniera estremamente celere vista la durata dell’incontro) delle prossime strategie di lotta al prodotto più esportato all’estero e … al Nord d’Italia!
Oramai, dopo l’assurdo dispiegamento di forze militari alla manifestazione no ponte del 19 dicembre scorso, non ci si stupisce più: traffico deviato, tombini piombati, cassonetti tolti dalle vie cittadine, il palazzo della provincia( sito nella medesima piazza della prefettura) sigillato con catena e lucchetto mentre il palazzo di città con le porte..spalancate…sfugge la logica di un trattamento così diverso per palazzi altrettanto vicini alla prefettura e altrettanto istituzionalmente importanti.
Ma non solo i palazzi reggini sono stati trattati diversamente, anche i cittadini loro malgrado si sono dovuti rendere conto di essere diversi. Ebbene si! A reggio calabria, ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B e a dividerli un muro, costruito coi soliti mezzi, camionette, transenne, cordoni di polizia e carabinieri, motonavi, elicotteri e veri e propri ceck-point dove si doveva "lasciare in custodia un documento"
I cittadini di serie B, ossia i precari del porto di Gioia Tauro, della scuola, gli attivisti del c.s.o.a. A. Cartella, collettivi di studenti, la rete NO PONTE, associazioni culturali, semplici cittadini (..di serie B ovviamente) sono stati relegati nella parte bassa del Lungomare Matteotti, nonostante avessero comunicato alla questura e al comando dei Vigili la loro presenza in sit-in in piazza Italia. E no! Non si può mica stare così vicini ai ministri!no no.
O meglio LORO NO! Perché in piazza Italia ad accogliere i ministri c’era il solito presidio di acclamazione che segue Silvio da un angolo all’altro del paese: la loro bandiera tricolore, ovazioni..tanto che il Silvio nazionale, come ha affermato un giornalista nella sua cronaca, “non ha saputo resistere alla tentazione di avvicinarsi a salutare i suoi fan”! Non si sono voluti invece avvicinare ai cittadini di serie B, mentre sfrecciavano davanti al sit-in di protesta verso il palazzo della prefettura, i ministri, che però non hanno reagito tutti allo stesso modo:…
Il Ministro Maroni, ha capito in ritardo che la gente con gli striscioni spianati non gli stava recando omaggio, i cenni di saluto si sono bloccati davanti ad un invito ad andare a quel paese, più previdente ed intuitivo è stato Larussa, che fiutando l’aria si era acorto del tipo di accoglienza e si è sperticato in linguacce con annesso terzo dito… Brunetta faceva capolino dal sedile.
In tutta questa disposizione con i cittadini buoni davanti al palazzo della prefettura, i cittadini cattivi sotto il palazzo, i politici chiusi dentro, i giornalisti relegati sul tetto della Prefettura, sempre per tenere lontani sguardi “infausti” su ciò che stava realmente accadendo.
Solo nel pomeriggio, quando verso le 15.30 Silvio è stato chiamato dal Sindaco della città ad inaugurare l’acquedotto( in una città, si ricorda per dovere di cronaca, che anche durante i mesi invernali vede parecchi rioni senza acqua e interi quartieri con acqua salata dai rubinetti) i giornalisti,dopo essere stati trattenuti per circa 20 minuti all’interno della struttura dell’acquedotto, con il pretesto della sicurezza, si sono accorti della presenza di voci dissenzienti rispetto al teatrino svoltosi nella mattinata: un piccolo gruppo, reduce dalla mattinata di protesta, ha deciso di seguire e manifestare anche in questa occasione esibendo un lenzuolo recante la scritta Silvio Berlusconi P2 N° tessera 1816
Il gruppo è riuscito a spiegare le sue ragioni alla stampa nazionale ignara di tutto fino a quel momento.
Ma uno slogan è rimasto fermo: LA MAFIA è UNA MONTAGNA DI MINISTRI!
Collettivo UniRC