DOPO I CONSIGLI DI FACOLTA', DOPO IL SENATO ACCADEMICO, ASSEDIAMO ANCHE IL CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE
MERCOLEDI' 9 DICEMBRE
mobilitazioni e infopoint sulle sessioni di laurea in tutte le facoltà
h14 SIT-IN AL RETTORATO piazzale della Minerva
EDITORIALE DEL COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI SULLE SESSIONI DI LAUREA
I pesantissimi tagli all’università e alla ricerca previsti dalla legge 133 dello scorso anno, contro cui si sono mobilitati e sono scesi in piazza gli studenti di tutto il Paese, hanno iniziato a mostrare i loro effetti nefasti già da quest’anno. Proprio contro questi effetti diretti a peggiorare la qualità dell’università e la vita dei soggetti che la vivono, il Coordinamento dei Collettivi ha deciso di rivolgere la propria lotta.
Siamo fermamente convinti che lottare contro una legge come la 133 significhi bloccarne gli effetti, portare avanti vertenze che parlino dei bisogni reali e immediati degli studenti e delle studentesse. Una questione che ci è subito parsa emblematica delle conseguenze negative dei tagli della 133 è quella delle sessioni di laurea. Negli ultimi anni, infatti, la libertà degli studenti all’autodeterminazione dei propri tempi di vita e di studio ha subito un fortissimo attacco, con la compressione netta dei termini per laurearsi “in corso”. La liceizzazione dei tempi universitari di certo non nasce dalla sola 133, ma arriva da lontano, dal c.d. “processo di Bologna”, pensato a livello europeo e sviluppato (con risultati sempre peggiori) attraverso le continue riforme dell’ultimo decennio, di cui la 133 in Italia non è che un tassello.
Ecco che fino a due anni fa nella maggior parte delle facoltà del nostro ateneo venivano considerati “in corso” anche coloro che si laureavano in primavera (maggio o perfino giugno) mentre dallo scorso a.a. è stato posto il termine tassativo del 31 gennaio, spartiacque temporale utilizzato dal MIUR per la destinazione dei fondi ai diversi atenei in base alla percentuale di laureati entro quella data. Per cercare di adeguarsi alle linee ministeriali, il nostro ateneo ha iniziato una vera e propria campagna contro i fuori corso: il passaggio forzato ai corsi part-time e le dichiarazioni alla stampa del Rettore ”baronetto” Frati, che annuncia aumenti vertiginosi delle tasse per coloro che supereranno il terzo anno fuori corso, sono solo due esempi. Mai nessuna misura, invece, è stata pensata per favorire il conseguimento della laurea “in corso” agli studenti.
Di fronte all'evidenza del fatto che a pagare sono, come sempre, gli studenti e le studentesse, il Coordinamento dei Collettivi ha avviato una lunga campagna nelle facoltà per costruire una proposta seria che rispondesse alle esigenze reali degli studenti in materia di sessioni di laurea. Abbiamo iniziato, quindi, a promuovere assemblee in tutte le facoltà, raccolto firme, fatto informazione e creato momenti di mobilitazione nelle singole facoltà su questa vertenza con l’assalto ai cdf. L’estensione della vertenza a tutte le facoltà ha permesso la formulazione di una proposta tecnica che riporta al centro le esigenze degli studenti.
La proposta che abbiamo formulato prevede due punti:
1) la possibilità di laurearsi a gennaio anche per gli studenti della triennale (possibilità prevista inizialmente solo in alcune facoltà per gli studenti della specialistica) unita all’introduzione di un appello di esami straordinario per laureandi a dicembre (da estendere magari anche ai fuori corso) e la possibilità per gli stessi di preiscriversi alla magistrale (dato che il termine ultimo di iscrizione alla magistrale è il 22 dicembre);
2) l’esenzione dal pagamento della II rata per gli studenti che, avendo terminato gli esami entro il 31 gennaio, si laureino nella prima sessione utile dopo quella data; a tal proposito, abbiamo richiesto l’introduzione della nuova figura giuridico- amministrativa dello studente laureando.
La nostra proposta è stata portata in Senato Accademico martedi 17 novembre, giornata in cui abbiamo organizzato un “assedio sonoro” al Rettorato in contemporanea alla seduta del Senato. La nostra mobilitazione ha fatto si che fosse concesso a due studenti del Coordinamento di presentare la proposta in Senato nonostante non fossero membri del Senato stesso. Il risultato è stato una grande vittoria per la nostra vertenza: abbiamo ottenuto il parere favorevole del Senato all’unanimità. Il primo punto risulta quindi definitivamente approvato, il secondo, essendo una questione amministrativa, necessita del passaggio in CdA, passaggio che avverrà il prossimo 9 dicembre e sul quale siamo fortemente fiduciosi. Come per il 17, anche il 9 proporremo l’”assedio sonoro” al Rettorato per far sentire la nostra voce, la voce degli studenti che tutti i giorni vivono l’università.
Il successo ottenuto dimostra ancora una volta che con la lotta dal basso e la costruzione di assemblee di facoltà, che pongano al centro i bisogni degli studenti, si possono vincere importantissime vertenze e bloccare, quindi, gli effetti disastrosi di una legge tremenda come la 133.
Il 9 torneremo ad assediare il Rettorato per far capire a tutti che noi non siamo assolutamente disposti a pagare la crisi!
VERSO LO SCIOPERO NAZIONALE DELLA SCUOLA E DELL'UNIVERSITA' DELL'11 DICEMBRE
Coordinamento dei collettivi-Sapienza