Un corteo che prima di tutto vuole esprimere ancora una volta la piena solidarietà a tutti gli arrestati e denunciati che in prima persona subiscono gli effetti di una repressione mirata e intimidatoria, inaccettabile, attuata perché il movimento No Tav è una reale minaccia per gli interessi dei poteri forti conivolti e costituisce un’opposizione democratica e popolare forte.
Un corteo che in secondo luogo vuole riaffermare con forza che questo movimento non fa un passo indietro e che coglie l’occasione per rilanciare e legittimare la propria resistenza alla costruzione della tratta ad alta velocità Torino-Lione.
Troviamo sia necessario sottolineare l’importanza ed il significato della lotta contro l’alta velocità che si esprime con forza in Val di Susa.
Supportare il No Tav significa anzitutto partecipare a una grande battaglia contro la devastazione ambientale della valle. Una battaglia animata in gran parte da chi in Val Susa abita, vivendo sulla propria pelle l’espropriazione e la militarizzazione del proprio territorio, ma anche il soffocamento in corso da anni delle attività locali.
Supportare il No Tav significa poi partecipare a una battaglia contro le misure neoliberiste che ci vengono nuovamente riproposte e imposte come potenziale soluzione della crisi di cui sono in realtà prima causa, una battaglia contro la logica più ampia di speculazione su grandi opere socialmente inutili ma fortemente redditizie per pochi (si pensi anche a esempi locali come l’EXPO milanese del 2015 o il grande baraccone della commissione olimpica a Roma che nonostante la bocciatura alla candidatura olimpica ancora è in piedi per finanziare “grandi eventi”).
Tutto ciò in un contesto dove per affrontare la crisi del debito l’attuale governo continua a tagliare sulle spese sociali e sui diritti di lavoratori e lavoratrici mantenendo però la spesa assurda ed altissima costituita dalla costruzione della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione.
Pensiamo che quei soldi debbano piuttosto essere spesi per rimpolpare quelle spese sociali che ormai da 30 anni a questa parte vengono attaccate in continuo, da tutti i governi!
Dopo il corteo milanese del 18 la mobilitazione continua!
Il 25 febbraio saremo tutt* in valle a ripetere ancora che il movimento non si arresta!
Liber* tutt* subito!
Ci vediamo in valle.
AteneinRivolta – Coordinamento Nazionale dei Collettivi