Questo è il risultato dell'ennesima scelta scellerata della dirigenza delle ferrovie. Un'azienda che prende soldi pubblici che servirebbero per garantire servizi a tutti i cittadini e li usa per faraonici e inutili progetti.
Toglieranno i treni che per decenni hanno tenuto unito il paese, chi vive fuori dalle tratte “ufficiali” avrà un servizio ridotto e tutti pagheremo a caro prezzo la grande abbuffata della TAV.
800 persone, 800 famiglie da Messina a Lecco dopo anni di lavoro si ritrovano abbandonati perché l'Amministratore delegato Moretti decide di cambiare i termini dell'appalto, revocandolo alle due società che garantivano il servizio. Due carcasse ora da distruggere e dismettere per gli speculatori.
Questi lavoratori sono nel nostro quartiere, stanno resistendo e denunciano la situazione delle ferrovie italiane.
Appuntamento Lunedì 28 novembre, ore 9, a Piazza dei Cinquecento per portare le loro (e le nostre) ragioni all'inaugurazione della stazione Tiburtina