“Riprendere la Maddalena non sarà la priorità, ma assedieremo l’area occupata militarmente in valle di Susa”. Questa la decisione dei Comitati popolari No Tav in merito alla manifestazione nazionale di domenica mattina a Chiomonte. Le indicazioni sono giunte stamani durante una conferenza stampa. Gli attivisti vogliono evitare di cadere nel tranello delle facili opposizioni e in strumentalizzazioni e inquinamento della loro lotta. Per questo hanno fatto sapere che la giornata di domenica non si pome come priorità quella di riprendere la zona della Maddalena, dove sono in corso i lavori di apertura del cantiere geognostico propedeutico alla costruzione della maxi-galleria della Torino-Lione.
Dopo lo sgombero del presidio No Tav, effettuato lunedì da oltre 2.500 uomini delle forze di polizia in perfetto stile bellico, gli organizzatori delle proteste hanno preferito non prestare il fianco alle speculazioni della lobby politica e affaristica che preme per la costruzione di un’opera inutile e devastante dal punto di vista ambientale, ma estremamente redditizia per chi si è aggiudicato gli appalti. Come detto, resta l’intenzione di radunare in 3 distinti concentramenti migliaia di sostenitori della battaglia No Tav e di assediare simbolicamente il cantiere, ancora militarizzato. In zona sono inoltre presenti anche dei veri e propri check-point, gestiti da polizia a carabinieri, che impediscono anche ai contadini di entrare nei loro poderi e lavorare la terra.
I No Tav prevedono una partecipazione molto alta all’iniziativa di domenica e, come al solito, hanno predisposto una logistica molto puntigliosa. Quattro i punti di ritrovo: ad Exilles, nel piazzale del forte, e al campo sportivo di Giaglione i due concentramenti principali, entrambi alle 9.30; alla stazione ferroviaria di Chiomonte per chi arriverà in treno; all’autoporto di Susa per i pullman. Tutte le informazioni sono comunque reperibili sul portale notav.info.