Dall'inizio della crisi nel 2007 e dalle prime misure adottate dalle classi dirigenti di tutta Europa è sempre stato evidente come nelle loro intenzioni chi dovesse pagare questa situazione di depressione economica fossero i soliti noti: i giovani, i migranti, i lavoratori precari e le donne.
In questo autunno in particolare, con la approvazione della Riforma Gelmini dell'Università combinata all'effetto devastante dei tagli all’Università che già erano stati decretati nel 2008, sono stati studenti e ricercatori i fulcri del movimento sociale che si è opposto in Italia al Governo, e alla dequalificazione sempre più evidente dell'istruzione pubblica.
E se sull'altra sponda del Mediterraneo la risposta alla crisi economica non può che essere quella crisi politica che investe da settimane il mondo arabo, in cui sono i movimenti sociali a lottare per la liberazione dai regimi che opprimono da decenni quei paesi, in Italia purtroppo Berlusconi ancora governa, ed il centro destra ancora può avanzare le sue politiche di austerità e di tagli alle spese sociali che passano in secondo piano sovrastati dagli scandali mediatici di cui lo stesso premier è protagonista.
E’ ora di dire basta alla smantellamento della nostra università, e alle politiche di questo governo.
Non è ora di creare una opposizione sociale? Non c’è forse bisogno di una rivolta anche in Italia?
Discutiamone.
Assemblea Pubblica
Lunedì 7 Marzo alle 16.30
Università Statale, Via Festa del Perdono, Aula 304
AteneinRivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi
ateneinrivolta.milano@gmail.com
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