Questo incontro, secondo il programma diffuso dalla Sapienza, si pone come obiettivo quello di analizzare l'attuale situazione dei rifiuti della regione Lazio chiamando docenti, studenti e attivisti dei movimenti territoriali a confrontarsi su una possibile via d'uscita. Andando a vedere gli invitati presenti al dibattito ci si rende subito conto che la realtà è un'altra. Parteciperanno infatti al dibattito i responsabili delle attuali politiche di inquinamento della regione sotto il beneplacito degli amministratori responsabili: il sindaco Alemanno e i Presidenti di Provincia e Regione Zingaretti e Polverini.
L'università invece di essere luogo propulsore di nuove idee e di politiche innovative nel campo ambientale, ripropone la vecchia politica inquinata e inquinante.
Per questo siamo in sintonia con la scelta dei militanti e delle militanti del movimento No Inceneritore di Albano che hanno deciso di non partecipare a questa iniziativa e nello specifico con la scelta di Nicolas Liuzzi, studente della Sapienza da sempre impegnato nei movimenti ambientali, cui era stata prospettata un'iniziativa tra docenti e studenti.
Chi da anni si mobilita contro la devastazione ambientale e propone un'altra idea di gestione dei rifiuti e del territorio è logico che non voglia sedersi a parlare con chi è responsabile di continuare politiche di devastazione ambientale, che da anni prende in giro la popolazione attiva e non rispetta le decisioni del TAR.
Siamo vicini ai movimenti territoriali e vogliamo che vengano chiusi tutti gli inceneritori nel Lazio e si inizi una politica reale della raccolta differenziata.
In questo l'università Sapienza potrebbe essere realmente innovativa.
AteneinRivolta Roma